Michael Gira – Drainland

Cercare una via d’uscita alla fine di un tunnel claustrofobico; scacciare le insidie più profonde e oscure della vita: è questo in sostanza il sentimento che pervade, a partire dall’artwork, “Drainland, l’esordio solista di Michael Gira datato 1995 e da poco ristampato e rimasterizzato da Doug Henderson a Berlino, via Young God Records/Mute, assieme a The Great Annihilator degli Swans.

Il buco nero che in “The Great Annihilator apparteneva alla Via Lattea, inDrainland” rappresenta un vuoto interiore ed emotivo, un’accorata riflessione sull’esistenza umana, un riflesso della personalità dello stesso Gira e della fragilità dipendente da droghe e alcool.

Gira, che si è sempre detto insoddisfatto del master originale dell’album, di quelle registrazioni semi-casalinghe nate assieme alle collaborazioni di Bill Rieflin e di Jarboe, fa rivivere così sensazioni ed emozioni di grande impatto e sincerità con una ritrovata freschezza e pulizia del suono.

Musicalmente più scarno e “posato” degli album a firma SwansDrainland ha dalla sua la forza oscura delle parole che si fanno largo tra i sintetizzatori, gli effetti sonori fuori campo, le chitarre ipnotiche e le ampie distese acustiche.

Si viene così risucchiati da una sorta di negatività immersiva, all”interno di atmosfere dilaniate in un gioco fatto di contrasti sonori, mentre Gira recita la sua agonia nascosta fatta di abusi a partire dalla solenne marcia cadenzata di “You See Through Me”.

La componente acustica, velata da una torva oscurità, ammanta la nenia funebre “Where Does Your Body Begin”, mentre una violenza industrial accompagna “I See Them All Lined Up” e “Low Life Form”. Un po’ cantautore e un po’ sperimentatore, Gira apre il suo universo di pensieri tra le tetre visioni meditative di “Unreal” e le allucinazioni psicotiche e criminali di “Fan Letter”. Chiude l’opera “Blind”, bella ballad decadente che era stata scartata dal disco “White Light From The Mouth Of Infinity”  (1991) degli Swans.

Drainland è il disco in cui, forse più di altri, Gira si mette a nudo, scavando tra i suoi fantasmi interiori, alla ricerca di se stesso e di una qualche redenzione. Il corpo è il riflesso amaro e irrisolto della sua anima – What does a body mean? recita un suo verso – specchio di un’interiorità che anela un significato più ampio, una liberazione lontana e ancora irraggiungibile.

Pubblicato su www.rocklab.it

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...