Arca – Arca

È una mutazione di pelle e di intenti quella di Alejandro Ghersi, in arte Arca. È una trasformazione consapevole che dalle destrutturazioni rumoriste di “Mutant” approda ad un’elettronica dal taglio minimale, intimista ed emotiva.

Nel suo ultimo disco Arca rivela infatti la sua vera natura, si mette a nudo per condurre l’ascoltatore all’interno del suo malinconico abisso interiore. Il caos cede il passo a un assetto sonoro più morbido, ma che cela nei contenuti debolezze intrinseche e pungenti ossessioni da esperire.

In questo sogno/incubo è la voce di Arca, fredda e catartica, quasi lirica, che, in spagnolo, cesella lividi sull’esistenza e sui suoni, marchi indelebili più umani e meno alieni rispetto al passato, mentre le distorsioni si fondono con la forma canzone.

Un universo interiore, il suo, fatto di ricordi, emozioni e sofferenze dunque che sfiora fragili inquietudini (Piel), lirismo malinconico (Anoche), oscuri tappeti strumentali (Saunter, Urchin, Castration, Whip, Child), nenie solenni (Sin Rumbo, Coraje), illusioni (Fugaces) e delicatezze minimaliste (Miel).

Un disco dalla doppia anima, bambina e adulta, che è trasfigurazione perfetta delle percezioni personali e più profonde del suo stesso creatore; un album che con raffinatezza androgina lascia il segno come le ferite che esso custodisce.

(pubblicato su www.xtm.it)

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